Finanza agevolata

Bandi e finanziamenti, dalla visura alla rendicontazione.

La ricerca dei bandi produce quasi sempre lunghi elenchi di misure per cui l'impresa non ha i requisiti. Lo studio lavora al contrario: parte da ciò che l'impresa è davvero, secondo la visura e i bilanci, e restituisce soltanto le misure a cui può accedere.

Il punto di partenza

Si parte dall'impresa, non dal bando.

Il modo consueto di cercare un finanziamento è leggere gli avvisi aperti e chiedersi se per caso ci si rientra. È un metodo che produce molto lavoro e pochi esiti, perché la maggior parte delle misure viene esclusa da un requisito formale che si poteva verificare in due minuti.

Lo studio procede nella direzione opposta. Dalla visura camerale e dagli ultimi bilanci si ricava il profilo dell'impresa: codice ATECO effettivamente esercitato, dimensione secondo la raccomandazione europea, forma giuridica, anzianità di iscrizione, sedi operative, regolarità contributiva, plafond de minimis residuo. Quel profilo diventa il filtro.

Quello che resta dopo il filtro è un elenco corto, e per questo utile. Ogni misura viene poi verificata sulla pagina dell'ente erogatore, perché dotazioni e scadenze cambiano e gli aggregatori commerciali arrivano tardi.

Dove si cerca

Quattro livelli, regole diverse.

Misure europee

Programmi a gestione diretta e strumenti finanziari, con procedure competitive e tempi lunghi. Vale la pena entrarci solo con un progetto già strutturato e una partnership credibile.

Misure nazionali

Incentivi automatici e valutativi, crediti d'imposta e strumenti per gli investimenti. Spesso a sportello, dove conta essere pronti il giorno dell'apertura più che avere il progetto migliore.

Misure regionali

Le più accessibili per la piccola impresa, e le più variabili. Cambiano requisiti e dotazioni a ogni riapertura, quindi vanno riverificate ogni volta.

Misure camerali

Importi contenuti, istruttoria rapida e concorrenza minore. Trascurate a torto: per un investimento piccolo sono spesso la strada più efficiente.

Il percorso

La domanda è metà del lavoro.

Una domanda approvata non è un contributo incassato. Fra i due momenti c'è la rendicontazione, ed è lì che si perdono i contributi: spese non ammissibili, pagamenti non tracciati come richiesto, vincoli di destinazione non rispettati, termini di conclusione superati.

Per questo il fascicolo di rendicontazione viene impostato il giorno in cui la domanda viene presentata. Ogni spesa prevista sa già in quale voce del piano andrà a finire e con quale documento verrà dimostrata.

1

Profilo

Visura, bilanci, regolarità contributiva e plafond de minimis residuo. Il filtro che esclude ciò che non è accessibile.

2

Mappatura

Misure aperte compatibili con il profilo, ciascuna verificata sulla pagina ufficiale dell'ente erogatore e datata.

3

Istruttoria

Predisposizione della domanda, del piano di spesa e degli allegati, con la verifica preventiva dell'ammissibilità di ogni voce.

4

Rendicontazione

Raccolta ordinata dei giustificativi, verifica della tracciabilità e presentazione finale entro i termini della misura.

Domande ricorrenti

Quello che ci viene chiesto più spesso.

Come si capisce se un'impresa ha i requisiti per una misura?

Si parte dalla visura camerale, non dal bando. Codice ATECO effettivamente esercitato, dimensione, forma giuridica, data di iscrizione, sede operativa e regolarità contributiva sono i filtri che escludono la maggior parte delle misure prima ancora di leggerne il regolamento. Solo le misure che superano quel filtro vengono esaminate nel dettaglio.

Che cos'è il regime de minimis e perché conta?

È il regime che consente aiuti di importo contenuto senza notifica preventiva alla Commissione europea, entro un massimale calcolato su un arco di esercizi e riferito all'impresa unica, quindi comprensivo delle imprese collegate. Conta perché un aiuto richiesto senza verificare il plafond residuo può essere revocato dopo l'incasso, ed è la situazione peggiore in cui trovarsi.

Lo studio segue anche la rendicontazione, o solo la domanda?

Entrambe, e la seconda è la parte che decide l'esito. Molte domande approvate perdono il contributo in rendicontazione, per spese non ammissibili, per documenti di pagamento non tracciati o per il mancato rispetto dei vincoli di destinazione. Il fascicolo di rendicontazione va impostato il giorno in cui la domanda viene presentata, non alla fine.

Le misure vengono verificate su fonti ufficiali?

Sì. Ogni misura segnalata viene confrontata con la pagina dell'ente erogatore, perché scadenze, dotazioni e requisiti cambiano, e gli aggregatori commerciali restano indietro. Nella mappatura consegnata al cliente, accanto a ogni misura, è indicata la fonte.

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Il finanziamento poggia sui conti.

Contabilità
Contabilità e bilanci

I requisiti dimensionali e la regolarità si leggono nei conti, prima che nel bando.

Automazione
Mappatura automatizzata

La ricerca delle misure aperte è una procedura ripetibile, non una navigazione a caso.

Metodo
Come lavoriamo

Rilevazione, progetto, realizzazione e affiancamento, anche sulla finanza agevolata.

Mandateci la visura camerale.

Dalla visura e dall'ultimo bilancio si ricava in poche ore il perimetro delle misure realmente accessibili. È il modo più rapido per capire se conviene muoversi adesso oppure aspettare la prossima finestra.

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