Il preventivo è sempre su misura e viene formulato dopo la rilevazione, quando è chiaro quante procedure entrano nel progetto. Prima di quel momento non viene chiesto nessun canone, e l'analisi iniziale resta vostra comunque vada.
L'ordine dei passaggi non è una formalità di presentazione. Ognuno produce l'informazione che rende possibile il successivo, e saltarne uno significa decidere senza sapere.
Mezza giornata in studio per osservare come si svolgono oggi le pratiche e quanto tempo assorbono davvero, non quanto si crede che assorbano.
Selezione delle procedure che conviene automatizzare per prime, con il risultato atteso messo per iscritto e il preventivo formulato su quello.
Costruzione e collaudo sui vostri casi reali, con i dati che restano negli strumenti già in uso allo studio.
Formazione dei collaboratori e assistenza continuativa, con revisione periodica delle procedure attive.
Una giornata in studio e una relazione scritta: quali procedure conviene automatizzare, in che ordine e con quale risultato atteso. Si conclude in sé, senza impegno di seguito, e la relazione resta vostra.
Una singola procedura costruita, collaudata sui vostri casi e consegnata funzionante, con la formazione dei collaboratori che la useranno. Compenso a progetto, definito prima.
Manutenzione delle procedure attive, adeguamento alle novità normative e nuove automazioni nel corso dell'anno. Canone periodico concordato.
La rilevazione non è una riunione. È una giornata passata accanto a chi svolge il lavoro, guardando la procedura mentre viene eseguita davvero, con le sue interruzioni, le sue eccezioni e i passaggi che nessuno racconta perché sembrano ovvi.
Quasi sempre emerge uno scarto fra la procedura descritta e la procedura reale. Non per reticenza: semplicemente, chi fa una cosa ogni giorno smette di vederne i passaggi. Quello scarto è esattamente dove l'automazione si rompe se il progetto viene scritto a tavolino.
Al termine, la relazione dice quali procedure conviene affrontare, in che ordine e con quale risultato atteso. Se la conclusione è che nessuna procedura vale il progetto, la relazione lo scrive.
Ha un compenso proprio, contenuto e comunicato prima, perché è un lavoro compiuto e si conclude in sé: una giornata in studio e una relazione scritta che resta vostra anche se il rapporto finisce lì. Nessun canone viene chiesto prima di quel momento, e il preventivo per l'eventuale progetto viene formulato solo dopo, quando è chiaro che cosa comprende.
Perché i progetti che partono con cinque automazioni contemporaneamente non arrivano in fondo. Una procedura portata a regime cambia il modo in cui lo studio guarda alla seconda, e spesso la seconda che si sceglie dopo non è quella che si sarebbe scelta all'inizio.
Le procedure si rompono quando cambia qualcosa a monte: un portale che modifica una schermata, un tracciato che cambia formato, una norma che aggiunge un campo. È previsto, e per questo l'assistenza continuativa comprende l'adeguamento alle novità normative e la revisione periodica delle procedure attive.
Non serve avere le idee chiare sull'automazione. Serve sapere quale adempimento, in questo momento, occupa più ore di quante ne meriti. Da quello si parte.